Essere senza divenire
nasce dalla tensione tra ciò che siamo e ciò che continuamente siamo chiamati a diventare. La figura si raccoglie in sé stessa, sospesa in uno spazio in cui il tempo sembra fermarsi. Ma alle sue spalle qualcosa continua a crescere. Il ramo dorato introduce così una contraddizione: anche quando crediamo di essere immobili, il divenire è già in atto. L’opera interroga la possibilità stessa di restare uguali a sé stessi: si può semplicemente essere, senza trasformarsi?.



