NON MI MANCA NIENTE
Un pesce rosso in un bicchiere, custodito con disinvolta sicurezza, diventa metafora dei confini che impariamo a considerare naturali.
L’opera esplora il sottile rapporto tra abitudine e libertà, tra il bisogno di certezze e la rinuncia inconsapevole a nuove possibilità.
Una riflessione ironica sulla capacità umana di adattarsi a tutto, persino a ciò che ci limita, fino a convincersi che non esista nulla di diverso da desiderare.
Perché il pesce non sogna l’oceano. Conosce soltanto l’acqua in cui ha imparato a nuotare.





